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Dal 1966 a oggi

Una famiglia, sessant'anni di passione per l’arte

Dalla passione di Paolo e Romana Zauli, alla dedizione di Maria, fino allo sguardo contemporaneo di Giovanni: sessant'anni di storia in cui competenza, ricerca e amore per l'arte si sono trasmessi come si tramandano le cose più preziose, di generazione in generazione.

Da un atto di solidarietà, una storia lunga tre generazioni

Paolo e Romana Zauli, fondatori della Galleria d'Arte del Caminetto
Paolo e Romana Zauli

Nel novembre 1966, l'Arno esondò e Firenze finì sott'acqua. Tra i più colpiti ci furono gli antiquari della città, molti dei quali amici di Paolo e Romana Zauli — due insegnanti bolognesi, collezionisti per passione, legati al mondo dell'arte con una frequentazione lunga e sincera. La risposta dei coniugi Zauli non si fece attendere: organizzarono la mostra benefica “Antichi Disegni” nelle sale di Palazzo Salina Brazzetti, in via Barberia, e devolvettero parte del ricavato agli amici fiorentini in difficoltà. Quell'evento non era pensato come una fondazione, eppure lo fu.

Fu proprio in uno dei saloni nobiliari di quel palazzo che la galleria prese il suo nome, davanti a un grande caminetto antico che colpì i fondatori al punto da ispirare il nome della loro nascente attività: Galleria d’Arte del Caminetto.

Paolo era pittore oltre che amante dell’arte e collezionista, fu tra gli ultimi allievi di Giorgio Morandi e portava nell'antiquariato lo stesso occhio che si porta davanti a una tela: alla ricerca di qualcosa che valesse davvero. Sua moglie Romana, laureata in Storia dell’Arte col Prof. Roberto Longhi, era la sua complice, nelle ricerche, nelle scelte, nella capacità di riconoscere un'opera degna di entrare in galleria. Due sguardi che si muovevano sempre nella stessa direzione.

Da loro Maria ha ereditato non solo l'attività, ma un modo di vivere l'arte: con serietà, rispetto per le opere e per chi ricerca la qualità. Quando nel 1994 ha aperto la sede attuale in Galleria Falcone e Borsellino, ha portato con sé tutto questo e lo ha fatto crescere per oltre trent'anni. Giovanni ha fatto lo stesso, portando con sé anche uno sguardo nuovo, aperto all'arte moderna e contemporanea, convinto — come i suoi nonni prima di lui — che la qualità non ha epoca. Per questo motivo nel 2026 ha ampliato e rinnovato gli spazi espositivi della galleria.

Una storia che non si è mai fermata, ma che si è trasformata nel tempo restando fedele ai valori che, in questa famiglia, non sono mai stati in discussione.